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Papaya fermentata: a cosa serve?

Papaya fermentata: a cosa serve?

21 Gennaio 2018

La papaya è un frutto tropicale incredibilmente ricco di proprietà benefiche.

Prezioso nella sua forma fresca, una volta fermentato questo frutto diventa ancora più salutare. Merito del suo processo di conservazione che aumenta l’efficacia di alcune proprietà, come quelle antiossidanti, indicatissime per prevenire l’invecchiamento dell’intero organismo.

Ecco, quindi, che assumere papaya fermentata è un vero toccasana anti età per attaccare i radicali liberi, grazie all’azione di speciali enzimi che annientano queste molecole degenerative.

Non solo più giovani: assumendo costantemente la papaya fermentata si può diventare anche più forti!

Come? Grazie all’elevato contenuto di sali minerali, come magnesio, potassio e calcio, che aiutano a fortificare le ossa ed a renderle più resistenti. Un alleato prezioso soprattutto nei momenti di maggior fragilità, come il periodo della menopausa femminile.

Prendendo integratori di papaya fermentata ogni giorno, poi, si aiuta concretamente l’organismo a rimanere in salute. Merito dell’abilità di questo frutto di dare sostegno alle naturali difese immunitarie e di alcalinizzare l’organismo, riportandolo al suo corretto equilibrio.

La papaya fermentata, inoltre, è anche molto utile per contrastare le malattie degenerative, grazie alla presenza di flavonoidi che normalizzano l’attività del sistema cardiocircolatorio e mantengono il cuore in perfetta salute. Sempre merito dei flavonoidi è quello di combattere la formazione di alcuni tumori, rallentandone anche lo sviluppo.

Come si assume la papaya fermentata? Semplicemente scegliendo uno dei tanti integratori disponibili in farmacia: in polvere, solubile in acqua, o in compresse, l’indicazione generale è quella di assumerne una dose al giorno, specialmente lontano dai pasti. E nei periodi di forte stress e affaticamento, sempre sotto consiglio medico, è possibile aumentarne la quantità per ritrovare in fretta la concentrazione e la carica.
Infezioni recidive delle vie urinarie: le terapie alternative agli antibiotici

Infezioni recidive delle vie urinarie: le terapie alternative agli antibiotici

19 Gennaio 2018

Ogni anno circa 3 milioni di italiani soffrono di infezioni delle vie urinarie: un disturbo che colpisce principalmente le donne, maggiormente esposte alla patologia a causa di un’uretra più corta e più facilmente aggredibile dagli agenti batterici esterni.

Nel 44% dei casi l’infezione delle vie urinarie non è un episodio singolo, ma tende a ripresentarsi nell’arco dei 12 mesi successivi, dando vita ad una recidiva.

Quando il problema persiste e l’infezione delle vie urinarie diventa cronica, accompagnandosi a sintomi come sangue nelle urine e dolore lombare, è indispensabile sottoporsi ad una terapia farmacologica.

Non sempre, però, quella antibiotica è la soluzione giusta: nei pazienti recidivi, o in soggetti particolari, come le donne in età di menopausa, l’organismo può sviluppare una resistenza agli antibiotici e rendere inefficace il trattamento.

Quali sono le terapie alternative agli antibiotici per curare le infezioni recidive delle vie urinarie?

  1. Integratori di citrato di potassio

Questo principio attivo contiene l’acidità delle urine e aiuta a renderle alcaline. Il beneficio? Aumentando il pH, si riduce il dolore e la difficoltà nell’urinare correttamente.

  1. Fermenti lattici e probiotici

Questi elementi naturali, come il Lactobacillus, rafforzano le difese immunitarie e creano una barriera contro gli agenti patogeni, rendendone difficile l’insediamento, la risalita e la proliferazione.

  1. Creme a base di estrogeni

Applicare gli estrogeni sulle zone intime può essere una valida soluzione per ripristinare il pH a livello topico e incrementare i lactobacilli vaginali, ostacolando così la crescita batterica che dà origine alle cistiti ricorrenti.

Se soffri di infezioni delle vie urinarie recidive, chiedi consiglio al tuo medico e al tuo farmacista: prevenire o curare il disturbo limitando l’uso antibiotico è possibile.
Influenza 2018: la più aggressiva degli ultimi 15 anni

Influenza 2018: la più aggressiva degli ultimi 15 anni

17 Gennaio 2018

Allarme influenza: il livello di contagi ha superato le previsioni degli esperti e ha eletto l’influenza 2018 come la più violenta degli ultimi 15 anni.

I numeri diffusi dall’Istituto Superiore della Sanità, del resto, non lasciano dubbi: dall’inizio del monitoraggio sono già stati superati i 3 milioni di pazienti contagiati dal virus influenzale, e il picco non è ancora arrivato.

Le fasce di età più colpite? Come di consueto i soggetti più esposti si confermano i bambini fino ai 5 anni ed i ragazzi fino ai 14.

L’influenza 2018, che si presenta con febbre alta e dolori articolari persistenti che mettono al tappeto per numerosi giorni, ha quindi una curva di diffusione piuttosto ampia e richiede una lunga guarigione.

La buona notizia?

Se i contagi aumentano, la gravità dei casi diminuisce. Al termine della seconda settimana di gennaio, infatti, sono “solo” 170 i casi critici, che hanno richiesto una terapia intensiva, e 30 i decessi: due dati che testimoniano come il virus influenzale sia stato gestito con attenzione in termini di cure e trattamenti farmaceutici.

L’Istituto Superiore della Sanità ricorda che la soluzione consigliata per contenere la trasmissione del virus influenzale è quella di sottoporsi alla somministrazione dell’apposito vaccino, ancora disponibile e raccomandato in vista del picco che sta per arrivare e che porterà con sé una nuova ondata di contagi.

In aggiunta, non dimenticate di lavare frequentemente le mani, di evitare di metterle in bocca e di proteggere le vie respiratorie con sciarpe e mascherine, specialmente negli ambienti chiusi e affollati.
Mal di gola: estratti naturali per guarire

Mal di gola: estratti naturali per guarire

15 Gennaio 2018

I primi freddi sono spesso sinonimo di mal di gola: complici le temperature in picchiata, i venti gelidi, i batteri in circolazione e gli sbalzi termici, non è raro ritrovarsi con gola infiammata, mucose doloranti e difficoltà a deglutire.

Oltre ad una specifica terapia farmacologica, è possibile lenire i fastidi del mal di gola sfruttando le proprietà benefiche di alcuni estratti naturali, disponibili in farmacia sotto forma di integratori.

Quali sono le piante officinali più efficaci contro il mal di gola?

Eccone alcune!

  1. Grindelia: il suo estratto ha un effetto balsamico, lenitivo e molto emolliente per calmare le mucose del cavo orale e ripristinare la voce rauca.
  2. Verbasco: questa pianta sfiamma le mucose dell’apparato respiratorio ed è efficace contro alcune affezioni critiche come bronchite, tracheite e laringite.
  3. Timo: il suo estratto ha uno spiccato effetto antibatterico ed espettorante, che aiuta ad eliminare più facilmente gli accumuli di muco e di catarro. Nel frattempo, il timo sfiamma e lenisce, dando rapido sollievo dal mal di gola.
  4. Altea: la sua radice è nota per le capacità protettive e lenitive delle membrane delle mucose orali. Questa pianta, appartenente alla famiglia delle Malvacee, contiene mucillagini attive contro le infiammazioni ed aiuta ad accelerare il processo di guarigione.
  5. Capelvenere: è una pianta officinale attiva contro tosse ostinata, raucedine, raffreddore e catarro. Il suo estratto ha un’elevata efficacia fluidificante ed agisce come un mucolitico, favorendo l’eliminazione del catarro. Ottimo in infusione o come sciroppo, l’estratto di capelvenere è perfetto anche per fare gargarismi e lenire il mal di gola con un’azione topica.
Come combattere i radicali liberi

Come combattere i radicali liberi

13 Gennaio 2018

I radicali liberi sono molecole dannose per il corpo umano, uno dei nemici più ostici per la nostra salute.

Il motivo? I radicali liberi favoriscono l’invecchiamento precoce dei tessuti superficiali, come la pelle, e di quelli interni. Non a caso i radicali liberi sono spesso alla base del malfunzionamento degli organi e fanno aumentare notevolmente il rischio di sviluppare problemi cardiaci e circolatori.

Queste particelle altamente dannose aumentano, di numero e potenza, dopo prolungate esposizioni solari senza protezione, a seguito di abuso di alcol e di fumo, e anche a causa dello stress.

Cosa fare, quindi, per combattere i radicali liberi e vivere all’insegna del benessere? Semplice! Basta avere uno stile di vita equilibrato e seguire un regime alimentare corretto, giorno dopo giorno.

Per questo motivo sulla nostra tavola non devono mai mancare cibi come carote, zucche, peperoni e albicocche, tutti ricchi di betacarotene, un perfetto antiossidante per il nostro organismo. Anche i pomodori, che contengono licopene in grande quantità, sono ideali per proteggere la pelle dai raggi solari e rinforzare i tessuti degli organi.

E non è tutto: in farmacia sono disponibili numerosi integratori alimentari e prodotti a base naturale che possono aiutare l’organismo a contrastare con efficacia i radicali liberi.

Come i prodotti a base di aloe vera, un antisettico e antibiotico in grado di prevenire l’azione dannosa dei radicali liberi, e di vitamina Q, un antiossidante perfetto per la prevenzione da malattie cardiache provocate dall’azione dannosa di queste molecole.

Lo stress ossidativo, inoltre, si combatte con integratori specifici a base di rosa canina: un ingrediente naturale potentissimo contro l’invecchiamento dell’organismo.

Lasciatevi consigliare dal vostro farmacista per scegliere i prodotti migliori da abbinare ad un corretto stile di vita e rallentare l’azione dei radicali liberi.
Geloni ai piedi: come curarli?

Geloni ai piedi: come curarli?

11 Gennaio 2018

Se siete stati per lungo tempo all’aperto, esposti alle basse temperature, potreste avvertire un bruciore alle mani o ai piedi.

Controllate il colore e la texture cutanea: se la pelle è lucida, gonfia ed ha un colore rosato o violaceo potrebbe trattarsi di geloni.

I geloni compaiono quando la pelle particolarmente sensibile viene esposta per tante ore al freddo, senza una dovuta protezione, e poi è sottoposta ad un brusco rialzo termico che crea una dilatazione troppo veloce dei vasi sanguigni. La cute si infiamma e si gonfia, a causa dell’edema dei tessuti, la pelle cambia colore, diventa bluastra e si presenta marmorizzata, tirata, più rigida e soggetta a spaccature.

Per prevenire i geloni, la prima regola è quella di indossare capi di abbigliamento che isolino termicamente la pelle. Se le zone delicate del vostro corpo non sono sufficientemente coperte da grasso o tessuto muscolare – come accade ad esempio a donne e bambini – assicuratevi di mantenerle al caldo e di favorire la giusta circolazione.

Se sapete per certo di dover rimanere per molte ore all’aria aperta prevenite la comparsa di geloni con creme che proteggano la cute, che svolgano una funzione di termoregolazione – aumentando il calore nelle zone più critiche e preservandone la dispersione – e che attivino il microcircolo cutaneo per evitare gli episodi di micro congelamento.

Se, invece, i geloni sono ormai una dolorosa realtà, correte ai ripari applicando delle specifiche creme lenitive e cicatrizzanti, in grado di risolvere le ulcere causate dal freddo e di sfiammare il bruciore.

Ottimi, per lenire, sono anche gli impacchi con fiori di calendula e olio di mandorle dolci.

Come proteggere la pelle dalle temperature rigide

Come proteggere la pelle dalle temperature rigide

09 Gennaio 2018

Freddo e gelo sono i principali nemici per la pelle del viso: il restringimento dei vasi sanguigni del volto provocato dalle temperature rigide, infatti, riduce l’ossigenazione dei tessuti, danneggiando la cute.

Ecco perché la pelle esposta a lungo al clima invernale perde tono, vigore e luminosità. Non solo: il freddo provoca anche una riduzione del film idrolipidico che dà elasticità alla cute. Così, nelle zone più fragili del viso, come ai lati della bocca, si possono formare antiestetiche e dolorose lacerazioni cutanee.

Cosa fare, quindi, per proteggere la pelle dal freddo intenso, e farla risplendere anche d’inverno? Ecco alcune soluzioni efficaci:

  • Creme ad alta concentrazione lipidica. Soprattutto in inverno è fondamentale utilizzare prodotti strutturati che siano in grado di nutrire la pelle inaridita dalle basse temperature. Per questo, le creme a base di acido ialuronico, oli vegetali e glicerina sono vivamente consigliate. L’azione emolliente e protettiva, ripara la cute dai danni provocati dal freddo.
  • Camomilla, calendula e olio di rosa mosqueta. Per trattare la pelle del viso al meglio anche d’inverno, il consiglio è utilizzare prodotti idratanti e nutrienti anche per la detersione, meglio se di estrazione naturale. Per una cute luminosa e brillante, quindi, inserite nella vostra beauty routine quotidiana – sia alla sera che al mattino – detergenti a base di camomilla e calendula. Inoltre, se il vostro viso appare disidratato ed irritato a causa del freddo, non dimenticatevi del potere delicato dell’olio di rosa mosqueta, perfetto per ridare vigore a pelli spente ed arrossate.
  • A tutta vitamina. Per proteggere il viso dagli effetti dannosi del freddo, nei prodotti cosmetici – e anche a tavola – date spazio alle vitamine: come la vitamina A, C ed E, preziose alleate contro il gelo e gli inverni rigidi. Ai sieri ad alta concentrazione vitaminica, abbinate un’alimentazione ricca di agrumi e legumi: il vostro volto non dovrà temere più nulla durante la stagione fredda.
Fermenti lattici per ritrovare l´equilibrio gastrointestinale

Fermenti lattici per ritrovare l´equilibrio gastrointestinale

07 Gennaio 2018

I bagordi delle feste natalizie e le grandi abbuffate hanno lasciato il segno a livello gastrointestinale? Niente paura. La soluzione per riequilibrare la flora batterica e tornare a sentirsi leggeri e in forma c’è: stiamo parlando dei fermenti lattici.

Questi microrganismi, che il nostro corpo produce già naturalmente, consentono allo stomaco e all’intestino di funzionare in maniera regolare.

Tuttavia, i fermenti lattici presenti nel nostro organismo – conosciuti anche come probiotici – possono essere messi a dura prova da un’alimentazione non corretta: grassi, fritti, dolci e alcolici – che non mancano sulle tavole imbandite per le festività – sono i principali nemici per il nostro sistema gastrointestinale e sono in grado di ridurre la forza protettiva dei probiotici naturali.

In queste situazioni, per riportare velocemente alla normalità la flora batterica, sono fondamentali aiuti esterni: il consiglio, quindi, è assumere con regolarità i fermenti lattici vivi.

I vantaggi dei fermenti lattici vivi sono molteplici: i microrganismi naturali, infatti, non solo aiutano a rimettersi in forma dalla cattiva alimentazione, ma sono fondamentali anche per prevenire e curare gli effetti collaterali degli antibiotici.

Chi è costretto a prendere medicinali di natura antibiotica è particolarmente esposto agli effetti collaterali di queste cure, particolarmente dannose per l’apparato digerente e spesso causa di patologie come dissenteria e diarrea.

Anche in questo caso, i fermenti lattici vivi diventano alleati preziosi per aiutare la flora batterica a ristabilire l’equilibrio gastrointestinale.

Ricordate: assumere regolarmente i fermenti lattici vivi è buonissima abitudine, fondamentale per dire addio ai fastidi gastrointestinali, rafforzare il sistema immunitario e regalarsi un maggiore benessere generale.
Aria inquinata: ecco perché fa male e come proteggersi

Aria inquinata: ecco perché fa male e come proteggersi

05 Gennaio 2018

Qualche giorno fa sono stati resi noti i risultati di uno studio statunitense sull’inquinamento dell’aria. Evidenze davvero preoccupanti, quelle appena pubblicate su JAMA – una delle più importanti riviste scientifiche al mondo – che dimostrano come le polveri sottili siano estremamente nocive per l’uomo anche se inalate durante brevi esposizioni.

Ma non è tutto: non sono solo i picchi di ozono a preoccupare gli esperti. Lo studio, infatti, ha evidenziato che le patologie collegate alla qualità dell’aria respirata – come asma, disturbi a carico del sistemo respiratorio e cardiovascolare e malattie della pelle – aumentano anche quando le concentrazioni inquinanti non arrivano a toccare le soglie critiche.

I ricercatori, quindi, auspicano che nel breve termine queste soglie di allerta vengano riviste al ribasso.

Una situazione, quella evidenziata dalla ricerca americana, molto attuale anche in Italia. Soprattutto chi vive in città, infatti, respira quotidianamente aria inquinata, con elevate concentrazioni di polveri sottili.

Cosa fare, quindi, per proteggersi dagli agenti atmosferici dannosi? Chiaramente, la soluzione migliore è limitare al massimo l’esposizione all’aria inquinata.

Tuttavia, chi non può fare a meno di stare all’aria aperta può ricorrere alla somministrazione di integratori antiossidanti: alcuni studi, infatti, hanno dimostrato che questi prodotti possono limitare gli effetti nocivi di ozono e polveri sottili.

Inoltre, soprattutto nelle categorie a rischio come gli anziani, i bambini ed i soggetti con patologie polmonari, il consiglio è dotarsi di mascherine protettive – comodamente acquistabili in farmacia – in grado di filtrare l’aria respirata e capaci di ridurre notevolmente l’immissione di polveri sottili nei polmoni, pur consentendo una normale respirazione.

Infine, non dimenticate di curare la pelle sottoposta all’aggressione dello smog: le parole d’ordine sono detersione approfondita – mattino e sera – e nutrimento ricco, per creare una barriera lipidica in grado di proteggere la pelle dall’inquinamento.

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